Il 2025 si è chiuso da pochi giorni ed è già tempo di primi bilanci. In questo caso l’attenzione è rivolta alla qualità dell’aria, attraverso un’anteprima dei dati relativi ai dodici mesi appena trascorsi. È bene precisare che si tratta di dati preliminari, in attesa della validazione ufficiale, un’operazione che richiede tempi di analisi non comprimibili.
Il monitoraggio della qualità dell’aria in Umbria è assicurato dalla Rete regionale di controllo, uno degli strumenti previsti dal Piano di risanamento e mantenimento della Qualità dell’Aria adottato dalla Regione.
Nel 2025 in Umbria sono stati rispettati i valori limite previsti dalla normativa per il particolato atmosferico PM10, sia in termini di valore medio annuale sia per il numero di superamenti della soglia giornaliera, in tutte le stazioni di monitoraggio presenti sul territorio regionale.
I dati confermano una tendenza positiva ormai consolidata: negli ultimi anni si è registrata una riduzione costante e generalizzata delle concentrazioni di polveri fini e il 2025 risulta essere l’anno con i valori più bassi rilevati. Un risultato favorito anche da condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli alla dispersione degli inquinanti, non solo in Umbria ma anche nel resto d’Italia.
Cinque stazioni di misura non hanno fatto registrare alcun superamento dei limiti nel corso dell’anno. Le concentrazioni più elevate continuano a interessare l’area della Conca Ternana. In particolare, presso le stazioni di Terni–Borgo Rivo e Terni–Maratta si sono registrati rispettivamente 30 e 27 superamenti giornalieri, valori comunque inferiori al limite massimo di 35 superamenti annui consentiti dal D.Lgs. 155/2010. Da tali dati dovranno inoltre essere scorporati gli episodi attribuibili a eventi naturali, come il trasporto di polveri sahariane, secondo la metodologia adottata a livello nazionale.
Nel 2025 risultano rispettati anche i valori limite per le polveri PM2.5 e per il biossido di azoto, con concentrazioni ampiamente inferiori ai limiti di legge e in ulteriore diminuzione rispetto al 2024.
Per quanto riguarda l’ozono, inquinante tipico del periodo estivo, otto stazioni su nove hanno rispettato il valore obiettivo mentre solo 2 su 9 hanno rispettato l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana.
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