L’Istat fornisce una stima dei principali dati economici delle imprese per l’anno 2024 a partire dal Registro statistico esteso delle più importanti variabili economiche delle aziende italiane. Da questo si ricava un quadro analitico e strutturato delle grandezze di conto economico delle imprese, sia a livello nazionale che a livello territoriale.
Si consideri, tra i vari indicatori, il valore aggiunto (1) per addetto, che misura la remuneratività della forza lavoro. In Umbria, nel 2024, l’indicatore è pari a 53.268 euro, valore nettamente inferiore a quello del Centro, 61.694, e a quello medio italiano, 62.645 euro. Tra le regioni la performance migliore è quella della Lombardia con un valore aggiunto per addetto, nel 2024, pari a 76.736 euro, a seguire la provincia autonoma di Bolzano con 76.025, al terzo posto l’Emilia-Romagna con 69.299 euro; l’Umbria si colloca in quattordicesima posizione. A chiudere la classifica la Calabria con 40.819 euro, poi la Puglia 43.898 e terzultima la Sardegna con 45.048 euro.

L’indicatore percentuale costo del lavoro (2) sul valore aggiunto misura il peso percentuale del costo del fattore lavoro, come definito sotto, sul valore aggiunto. In Umbria, nel 2024, l’indicatore è vicino al 60% (59,4%); al Centro si osserva un valore significativamente minore, 57,6%, mentre in Italia l’indicatore è pari al 58,4%. La performance migliore, nel 2024, si registra nella provincia autonoma di Trento, 53,8%, seconda la Valle d’Aosta 54%, terza la provincia autonoma di Bolzano con il 54,1%; l’Umbria si colloca al sedicesimo posto. La percentuale più alta dell’indicatore si rileva in Friuli-Venezia Giulia con il 63,2%, a seguire la Sardegna, 61,4% e poi la Liguria con il 61,2%.

L’indicatore costo del lavoro per dipendente misura la retribuzione lorda media dei dipendenti delle imprese. In Umbria, nel 2024, è pari a 36.166 euro, valore decisamente inferiore a quello del Centro, 39.814, e a quello medio nazionale 40.989 euro. I dipendenti con la retribuzione lorda media più alta si trovano in Lombardia con 49.310 euro, a seguire la provincia autonoma di Bolzano, 46.968 euro, terza l’Emilia-Romagna con 44.273 euro; l’Umbria si situa al quattordicesimo posto. Il valore più basso dell’indicatore si rileva in Calabria, 27.857 euro, a seguire la Sicilia con 30.364, terzultima la Puglia con 30.812 euro.

- Valore aggiunto: incremento di valore che l’attività dell’impresa apporta al valore dei beni e servizi ricevuti da altre aziende mediante l’impiego dei propri fattori produttivi (il lavoro, il capitale e l’attività imprenditoriale)
- Costo del lavoro: comprende tutte le voci che costituiscono la retribuzione lorda del personale dipendente, sono quindi incluse anche le spese per contributi sociali.