L’incidenza di povertà relativa è calcolata sulla base del numero di famiglie (e relativi componenti) che presentano spese per consumi al di sotto di una soglia convenzionale, fissata annualmente in base alla spesa media mensile pro-capite per consumi delle famiglie.

Nel 2025 la soglia di povertà relativa familiare (per una famiglia di due componenti) è pari a 1.231,01 euro mensili (era 1.218,10 euro nel 2024).
Nel 2025, si stimano oltre 2,8 milioni di famiglie in condizioni di povertà relativa (l’incidenza è pari al 10,8%, stabile rispetto al 2024), per un totale di quasi 8,7 milioni di individui (14,8%, stabile rispetto al 14,9% dell’anno precedente).
A livello territoriale, l’incidenza di povertà relativa familiare e individuale rimane stabile in tutte le ripartizioni. In particolare, al Nord, l’incidenza di povertà relativa familiare è pari al 7,0%, con valori più elevati nel Nord-ovest (7,8%) rispetto al Nord-est (5,9%); nel Centro si attesta al 5,9%, mentre nel Mezzogiorno il valore dell’incidenza è pari al 19,5%, valore decisamente superiore a quello delle altre ripartizioni. Su scala regionale Puglia (25,2%), Calabria (23,1%) e Campania (20,6%) sono le regioni che registrano valori più elevati dell’incidenza familiare, mentre Valle d’Aosta/Valleè d’Aoste (3,3%), Veneto (5,4%) e Toscana (5,7%) presentano i valori più contenuti. Anche la regione Marche mostra un’incidenza di poco superiore al 5%, per effetto dei segnali di miglioramento osservati che riallineano il valore a quelli rilevati nel 2021 e nel 2022.

In Umbria l’incidenza di povertà relativa delle famiglie è aumentata di 0,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente attestandosi nel 2025 all’8,7%, percentuale inferiore alla media dell’Italia pari al 10,8% (10,9% nel 2024) ma superiore alla media del Centro pari al 5,9% (6,5% nel 2024).

FONTE: ISTAT

La povertà in Italia – Anno 2025